Il meglio dei Balcani, il peggio e il sacrificabile, dopo 4600km

balcaniTre anni di ritorni e la solita nostalgija-pugno nello stomaco: i Balcani. Ormai li ho visti tutti tutti, quegli staterelli minuscoli e dimenticati. Li ho amati tantissimo. Li amo tantissimo. Ne ho scritto pochissimo e devo dire che è meglio così, perché avrei avuto paura di finire a rovinarli con foto-cartolina e banalità da 140 caratteri. Non c’è un vero meglio, un vero peggio e un vero sacrificabile. Dopo lunghi viaggi e 4600km, però, un po’ ci abbiamo voluto provare. Qui c’è, per noi, il meglio dei Balcani.
La ragione è, come sempre, che sono difficili. Non sono posti che si capiscono, e ogni volta torni a casa con più dubbi di prima, con meno certezze. Che davvero non sai dire ed è quasi snervante: troppa bellezza dentro, il mutismo fuori. E tutti che ti dicono: ma alloraaaah??!?! Non ti sei stufatah di questi Balkaneeh?
E tu che rispondi, bofonchiando sotto la tua ciccia facciale cinese:
– eh.
Ma questo articolo non è per questo.
I Balcani custodiscono un grande segreto. Il segreto è che sono, oltre che luoghi di uno sterminato patrimonio culturale ibrido e unico, anche luoghi di estrema bellezza. Il turismo è arrivato solo sulle coste e nelle capitali. Che ci rimanga! Più terre vergini da scoprire per noi painderoutiani (ho un futuro da leader qualunquista, vero?!)
Ok Ele, ti piacciono le introduzioni. Ma arriva al punto.
Eh, è che c’ho la logorrea cronica. Mi spiace.
Balcani2
I miei viaggi nei Balcani dal 2013 ad oggi
Il senso è che dopo averli girati in lungo e in largo (e soprattutto aver visto posti e paesaggi simili) mi sono sentita di fare una lista di luoghi che valgono veramente, che hanno un valore assoluto. In cui consiglierei anche di andarci apposta, di viverseli bene, di assaporarli fino in fondo.
Poi una lista di luoghi sì belli, ma con molte riserve: belli solo in relativo, o rovinati gravemente da qualcosa. In sostanza, luoghi spesso famosi e ipercelebrati ma che, a conti (painderoutiani) fatti, si possono sacrificare senza troppi spargimenti di sangue.
E poi i luoghi no. Perché va bene le lacrime e i sentimentalismi e gli ommioddio i Balkanee però ci sono anche posti che, passatemi il termine, fan proprio cagar. E che non dovete neanche considerare, nonostante le famose guide patinate ve li consiglino per la vivace vita notturna o per la loro imperdibile cultura del caffè e cucina multietnica. No. Vi giuro che non c’è proprio niente da fare o da vedere. Neanche la stramaledetta cucina multietnica (perché voi non siete venuti fin nei Balcani per assaggiare gli involtini primavera, vero? Se dentro di voi avete anche solo pensato per mezzo secondo di sì, portate il cursore in alto a destra sulla x bianca su sfondo rosso e cliccate con fiducia e senza esitare! Il mondo ne gioverà).
Città Alta di Berat, Albania
E allora andiamo, bimbi. Non vi dico di allacciare le cinture perché nei Balcani nessuno le allaccia e se lo fai sei sfigato. Quindi andiamo e basta, buona lettura!
Ma aspettatevi un po’ di altre smielate su questo balcanicismo, perché sono pallosa e ripetitiva e devo esaurire il pozzo di cose da dire.
Ah! Grazie di cuore cuorissimo a Dario, fido compare di viaggio, con cui ho stilato, combattutissima, il meglio dei Balcani.
E ora addio (ma ascoltatevi il classicone balcanico)

Nb: con Balcani intendiamo gli stati vicini culturalmente* dove passa la catena montuosa dei Balcani – Croazia, Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro, Albania, Kosovo, Macedonia e Bulgaria. No Slovenia, Romania e Grecia, né tantomeno Ungheria!
Per disappunto e/o polemiche scrivete a [email protected], i nostri esperti risponderanno il prima possibile.
Nb2: non siamo stati nel sud dell’Albania, ma tutti ce ne hanno parlato bene. Quindi scusateci se non abbiamo il dono dell’ubiquità e non vi parleremo di Butrinto, Saranda e Argirokastro.

Sì. Il meglio dei Balcani

DSC_6610Sarajevo, Bosnia ed Erzegovina

Sarajevo è così tanto che non si può. Il solo nome è bello: sa ra je vo. Città del pianto e della gioia. L’aria di Sarajevo è diversa. La gente di Sarajevo è diversa. Guardateli negli occhi, ma guardateli bene, a fondo. E andateci con rispetto, dedicandole tutto il tempo che vi chiederà.
Il turismo aumenta ma solo d’estate. Da Sarajevo non si passa per caso, non è ‘sulla strada’: Sarajevo non ha strade veloci, treni, bus voli low cost, vi chiede amore e pazienza. Dateglieli tutti, fino in fondo. Non ne rimarrete delusi.

DSC_5459Ohrid, Macedonia

L’acqua dell’immenso lago di Ohrid è così leggera e calma che sembra di nuotare nell’aria. Non troppo fredda, trasparente, circondata da montagne maestose e aguzze, sorvegliata dalle decine di chiese del medioevo bizantino (X-XIV secolo) in mattoni rossi, che si infuocano al tramonto. Entrate a scoprirne gli affreschi mozzafiato, le icone d’oro dai volti severi e solenni. Scendete dalle mura possenti della fortezza fino ai mosaici delle ville romane. Scivolate tra le case bianche al tramonto, custodite da grandi fichi, e arrivate ai salici in riva al lago (e bevetevi una gelida birra Skopsko).
Lo dico sottovoce. E’ uno dei posti più speciali.

DSC_5107Lago Skadar (Scutari), Montenegro e Albania

Acqua azzurrissima puntellata di ninfee, fiordi solcati da fiumi verdi nella parte montenegrina, distese circondate da montagne coi colori della macchina mediterranea nella parte al confine con l’Albania, isolotti verdi, nuvole specchiate sulla calma piatta del lago e una splendida strada che corre in alto sulle montagne e che vi regalerà viste mozzafiato…

Berat, Albania

Su Berat Dario non era d’accordo. Non l’ha trovata speciale. Secondo me la fortezza in cima, abitata dalle solite casette imbiancate e un po’ abbandonata, e il paese lungo il fiume, dove spuntano chiese e moschee, fichi neri e bignonie in fiore tra i muretti a secco, è abbastanza grande e ricco da meritare un posto nella Balkans walk of fame. La cisterna è mal tenuta ma suggestiva (e sale il brividino ad ogni battito d’ali di pipistrello e ad ogni squittio di topo). Girate anche Gorica, oltre il fiume, meno turistica, e andate alla fortezza al tramonto per una vista migliore!

Nota bene. Dell’Albania e dei rifiuti parlerò in un post separato, ma la situazione è indecente e allo sbando totale: l’intero paese è una discarica e purtroppo lo è anche la Città Alta di Berat e il letto del fiume della città. Speriamo che la situazione migliori.

DSC_5305Spalato, Croazia

Per la seducente storia del Palazzo di Diocleziano: di sinagoghe nascoste, di leoni alati e campanili veneziani, mausolei ottagonali per l’Imperatore, colonnati e case tardomedievali ricostruite con le stesse pietre romane. Il turismo aumenta, ma non scoraggiatevi.

Trogir, Croazia

Piccolo gioiellino veneziano oltremare perfettamente (e incredibilmente conservato), a una manciata di minuti di autobus da Spalato. Occhio all’alta stagione, perché si riempie in fretta, anche se è difficile cancellarne il fascino!

DSC_5543Isole croate e costa dalmata

Ulisse

Nella mia giovinezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
a fior d’onda emergevano, ove raro
un uccello sostava intento a prede,
coperti d’alghe, scivolosi, al sole
belli come smeraldi. Quando l’alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più al largo,
per fuggirne l’insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore.

[dal Canzioniere, U. Saba, 1948]

(Attenzione agli italiani ad agosto, bimbi. E al turismo di massa. Evitate Pag e Hvar a ferragosto, preferite le isole più remote e vivetevele alla grande)

Parco nazionale di Plitvice, Croazia

Io non ci sono (ancora) stata, ma Dario sì. Dice che merita davvero nonostante il prezzo poco croato (15 euro) e le orde di turisti. Molto curato e protetto anche se decisamente “antropizzato”: passerelle di legno per spostarsi da un laghetto all’altro, paletti di protezione etc. Necessario però per preservare la bellezza del luogo vista la popolarità. Occhio al freddo anche d’estate!

OrientExpress_ (1254)Belgrado, Serbia

Una delle mie città preferite in assoluto. Separata alla nascita dalla mia città, Milano.

Cattiva e ironica, Beograd! La Città Bianca. Tremendamente bohémienne ma seducentemente elegante, spaccata tra ventate di europeismo e nazionalismi mai del tutto sopiti. Geograficamente a metà tra le grandi piane centro europee e le ripide colline della penisola balcanica, Belgrado ha sempre la stessa anima ma non è mai uguale. Esploratela in lungo e in largo a caccia di storia, di tutta la storia… Dall’anima balcanica più sporca e ibrida dei bar della Skadarlija, tra contrabbassi sfasciati e fisarmoniche e risate, al grande incontro di Sava e Danubio, dalle chiatte-bar sotto gli immensi ponti, dagli edifici bombardati dall’Italia nel 1999 alle villette in stile art nouveau, dai “blok” socialisti voluti da Tito a Novi Beograd alla lunga ciclabile che scivola lungo il Danubio fino a Zemun, frontiera con l’Austria-Ungheria fino al 1878. E i grattacieli, le immense chiese, i parchi, i fili della luce che ritagliano il cielo, il ridere dei belgradesi, i loro visi tagliati grossi deformati dai troppi sorsi di rakia.

Belgrado è viva, ma non è una città per tutti. Andateci decisi e affamati ma con umiltà, con rispetto e comprensione per tutte le sue cicatrici. Solo allora vi si rivelerà.

I Balcani tra Serbia e Montenegro

Vi consiglio con tutto il cuore la lunga e incantevole tratta di treno da Belgrado a Podgorica, che passa attraverso laghi, gole e pareti di roccia bianca sovrastata da una vegetazione lussureggiante. Tra le aree più selvagge e suggestive di tutta la penisola. Notevole anche la Bosnia tra Mostar e Sarajevo e i Balcani tra Bulgaria e Serbia.

Plovdiv, Bulgaria

Città sospesa e sognante, nata come Philippoupolis, tappa obbligata di chi era sulla via per Istanbul. Tutta la storia e le cicatrici della Bulgaria passano certo di qui. Esploratela dalle sue fondamenta romane fino alle sue alture fortificate dagli ottomani.

Monastero e massiccio del Rila, Bulgaria

Anche se ricostruito e riaffrescato nel XIX secolo, il Monastero del Rila e le montagne circostanti rimangono comunque una tappa obbligata in Bulgaria. Natura intatta, strade maestose e un centro spirituale che ha diffuso (e difeso) l’ortodossia nei lunghi secoli di occupazione turca.
Andateci coi mezzi pubblici e non coi tour privati che hanno prezzi folli. L’unico autobus parte alle 10.20 dalla stazione Ovcha Kupel, raggiungibile in tram dal centro di Sofia!

Skopje, Macedonia

Ore 5.17 del mattino, 26 luglio 1963. La giornata socialista era iniziata da 17 minuti e i lavoratori della capitale della Macedonia si riversavano nelle strade ancora un po’ addormentati, approfittando della breve tregua dal caldo estivo per recarsi a lavoro. All’improvviso un sisma abbatte l’85% degli edifici della città. Mille morti. Un’ora prima (e in un’altra stagione) i morti sarebbero stati molti, molti di più. Con oltre 200.000 sfollati, il paese cade nel panico.

Skopje è quindi una città ricostruita. Tutto in Macedonia è “ricostruito”. Dalla storia nazionale alla bandiera. Dal nazionalismo fittizio di un popolo metà slavo e metà albanese che si crede erede di Filippo II e Alessandro Magno; dai musei archeologici in stile classico greco costruiti nel 2011 al nome, FYROM, Former Yugoslavian Republic of Macedonia, assegnatole per distinguerla dalla Macedonia “vera” e “storica”, quella che sta in Grecia.

Ma quindi cosa c’è di interessante? Strano a dirsi, un sacco di cose. Parte migliore della città è certo il Bit Pazar, cioè il vecchio Bazaar ottomano, dove gironzolare un po’ a tutte le ore a caccia di pasti economici, dolcetti turchi, fresche birre Skopsko e viuzze tortuose da fotografare. Oltre alle belle moschee, alla fortezza e ai monumenti ricoperti di bombe di vernice (a seguito delle proteste contro il governo corrotto della primavera 2016), a Skopje andate a caccia di statue: ce ne sono veramente tantissime, tipo una ogni dieci metri di raggio (non esagero) e sono incredibilmente belle.

Sì ma. I belli con riserve, quindi sacrificabili

il meglio dei balcaniKotor, Montenegro

Difficile da raggiungere, difficile pernottare, costi elevati e cattivo rapporto qualità prezzo nelle cose. Solo per chi ha spirito atletico: la vista da cartolina bisogna conquistarsela. In generale è un po’ sbatti. Foto scaricata beceramente dall’album facebook di Dario (scusami, Prince).

Mostar, Bosnia ed Erzegovina

Piccola e invasa da turisti, non offre molto più del ponte e del centro Unesco ricostruiti. In generale però è molto molto carina, anche se il centro è stato tutto ricostruito dopo la guerra. Il fiume (Neretva) ha un colore incredibile! Da fare: camminare lungo la linea del fronte bosniaco-croato, costellato di edifici crivellati e sventrati.

Sofia, Bulgaria

Città vivace con molto da scoprire ma con architettura prevalentemente comunista salvo qualche bella sorpresa bizantina. Buona base per escursioni al Rila e davvero molto economica. Non un must, buona meta se si è di passaggio.

il meglio dei balcaniPrizren, Kosovo

Chi la chiama la perla del Kosovo non ha visto i cani randagi, le chiese distrutte dai pogrom anti-serbi del 2004 e ora pattugliate dalla polizia e circondate di filo spinato, le decine di edifici storici ricostruiti in cemento e il perenne cantiere che domina in città. Molte moschee interessanti , le chiese o non si possono visitare o sono ricostruzioni. La meta migliore in Kosovo ma non da andarci apposta, vista anche la problematicità delle frontiere e la questione dei timbri sul passaporto. Purtroppo il Kosovo è un grande pasticcio in balia di nazionalismi, strascichi della guerra e molta povertà. Anche se è sempre improbabile che capiti qualcosa di spiacevole a un viaggiatore attento, non mi sentirei di definirlo un posto sicuro. Tutti ti fissano in un’atmosfera post-genocidio tutt’altro che divertente.

Dubrovnik, Croazia

Una vera perla ma affollata all’inverosimile e costosissima, difficile alloggiare e lontana dal resto della Croazia: per raggiungerla bisogna attraversare un corridoio di Bosnia lungo il mare che implica quattro frontiere. Di positivo si ha che la si visita in poche ore perché è molto piccola. Non pernottateci.

Zara, Croazia

Carina, tutta bianca ma non sensazionale, non c’è niente di speciale. Meglio una Spalato o una Dubrovnik.

No. Il peggio dei Balcani (che guerra sia).

DSC_5069Podgorica, Montenegro

Avete presente quando non c’è assolutamente niente da vedere? O, se anche c’è qualcosa, è assolutamente privo di valore e interesse? No? SIcuri? Venite a Podgorica.

Priština, Kosovo

Tra cani randagi, palazzoni ispirati all’urbanistica di Busto Arsizio e tassisti rissosi, le guide Lonely Planet consigliano di provare la vibrante cucina multietnica della capitale del Kosovo. Visto che noi a differenza loro siamo indipendenti e lavoriamo gratis, prendiamoci il lusso di dire la verità: anche no. Davvero, anche no.

Tirana, Albania

Che mi ha sempre evocato una rana strozzata da qualcuno che la tirava, cioè dal Tiratore di Rane, cui la città è intitolata (?). Ammetto di averla saltata, ma amici fidati la sconsigliano con la solita, illuminante etichetta: i l  n u l l a.

DSC_5197Durazzo, Albania

Umidità pluviale da muffa ai polmoni, mare inquinato, grattacieli costruiti sulla spiaggia e qualche sasso romano risparmiato al cemento. E un vecchietto in bicicletta che ha cercato di conquistarmi con un disinvolto “are you children?”. Devo continuare?

Zagabria, Croazia

Non bastano quattro casette pittate in stile impero a risollevare la capitale col nome più brutto del mondo (ci rendiamo conto? za-greb). Prezzi poco balcanici e una chiesa trash immensa. Peccato per i murales vicino alla ferrovia ché sono bellissimi, ma per noi Zagabria è un no.

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Bene, spero che questo articolo vi sia piaciuto. Se uno dei vostri luoghi del cuore dei Balcani è finito nella seconda o terza categoria beh, mi spiace. De gustibus. C’è da dire però che questo articolo non aveva pretese d’imparzialità. Se volete vedere altre foto dei Balcani potete trovarle nel mio profilo Flickr o Instagram.

Detto ciò, non dimenticatevi di supportare Pain de Route con qualche gesto d’affetto casuale (un mi piace, un commento, una condivisione) per aiutarci a crescere!
Un abbraccio,

Ele (e Dario), dopo un bagno al lago di Ohrid

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7 thoughts on “Il meglio dei Balcani, il peggio e il sacrificabile, dopo 4600km

  1. daniele il said:

    Podgorica non può essere più brutta di Salonicco….appena torni a Sarajevo ti consiglio una giornata a Srebrenica,ne ho viste di miserie,ma quel posto è veramente assurdo….

  2. Podgorica è proprio un peccato, ma è una città nata con la Jugoslavia e costruita dove prima c’era solo un villaggio di pastori: non c’è proprio nulla da vedere, anche con le migliori intenzioni! E’ però un’ottima base per raggiungere il bellissimo lago Skadar (ti giuro col sangue che ne vale la pena), il treno costa solo 1€ (Vjrpazar)! Quindi valuta per esplorare i dintorni, ma la città in sé non offre niente.
    Sarajevo… ogni volta non trovo parole per descriverla! Spero di tornarci presto, perché ogni volta è una scoperta e un’emozione indescrivibile.
    Bravo che ti sei balcanizzato 🙂
    Buona serata!
    Ele

  3. daniele il said:

    Sarajevo è unica,ci sono andato 2 volte e spero di tornarci il prima possibile….mi intriga molto Belgrado e te ne parli molto bene…Prizren,Pristina,,Sofia e Plovdiv le ho già visitate….ero tentato da Podgorica,visto il volo della Wizzair….ma anche te dici che non ne vale la pena….

  4. Grande!! Io conosco solo la macedonia e ben poco oltre a ohrid dove ho vissuto un mese nel 20p7, e ..ci ho lasciato il cuore. Ho voglia di ritornarci. Grazie

  5. Beh, se questo post non fa venir voglia di visitare i Balcani, non so cosa dovrebbe!
    Io sono completamente a digiuno della zona, quindi salvo tra i preferiti nella cartelletta “Viaggi” 🙂

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