Come sopravvivere all’inverno russo. Qui Mosca (sottozero)

Ué, alura? Freddo lì in Russia? Copriti, stai attenta! Mettiti le mutande di lana! Ma poi com’è l’inverno russo?
Santocielo ragazzi, sono passati ventidue giorni e (pensate un po’) ho ancora tutte le dita dei piedi. Insomma, so che vi sembrerà scioccante, ma qui a Mosca non si muore di freddo. E mi spiegherò.
MamaAfrika l’altro giorno mi chiesto come vive la gente sottozero. Che domanda! Ma in effetti, se non ci sei mai stato, proprio non te lo puoi immaginare.

Una cosa, però, me la chiedevo anch’io. Che sensazione ti dà stare a -35°?

La risposta a tutte le cose non sta nella temperatura, ma nell’umidità. Il freddo è incredibilmente secco. Che vuol dire che è freddo, sì, ma non invadente. Rispetta il tuo spazio vitale, sta fuori dal tuo giaccone. Congela fiumi e laghi ma non i tuoi piedi. E questa è già una gran conquista.

Ma partiamo dall’inizio. In Italia io vengo da quel gran posto infame della pianura padana. Una palude, praticamente. Il locus amoenus de li mortacci. Se fuori ci sono due gradi, quei due gradi si impossessano immediatamente di te, della tua termoregolazione e annullano tutti i duecentouno strati di lana, pile, grasso di balena o pelle di orso che ti sei messo addosso. Così provi a scaldarti, ti muovi, ti agiti implorando il tuo sangue di raggiungere anche il mignolo sinistro del piede, che è già sulla via per la cancrena. E così, mentre cerchi disperatamente di non morire, non passa neanche un minuto di gioia che inizi a sudare. Ah, sweet home (al)Padania! Ti spogli, ti pigli una bella bronchite e magari ti fai pure pungere da una zanzara solitaria sopravvissuta al’era glaciale. Mai una gioia.

Nella mia proiezione mentale, quindi, il freddo inverno russo era come quello di Milano – solo molto, molto peggio. Ho stipato in valigia 23kg di maglioni, pile, calze di lana, leggings termici, scaldini e altre diavolerie che manco per una spedizione artica. Arrivata alla stazione di Belorusskaja, ho iniziato ad aspettare Xenia, stando ferma in piedi, fuori, di sera, con -35° puliti puliti, per una buona ora e mezza.

Volete sapere la verità? Del freddo neanche l’ombra.

Il grande, freddo inverno russo: sopravvivere

Ovunque, intorno a me, lastroni di ghiaccio e marciapiedi congelati. Tombini che fumano ovunque. Cumuli di neve inscioglibile ai bordi delle strade (una neve bellissima – compatta, secca, luccicante, che sembra zucchero! Non quell’impiastro bagnato che abbiamo in pianura). Il tuo corpo sta incredibilmente bene. Il busto è bello caldo, precisamente 36°: né troppo caldo, né troppo freddo. E’ splendidamente isolato dall’esterno. Le gambe pure. I piedi pure. E al collo un bel caldino che si propaga grazie all’immenso sciarpone di lana d’Angora che mi regalò una mia studentessa himalayana…

Unico problema: se tiri fuori la mano dal guanto, scatta un timer mortale per cui hai pochissimi secondi prima che questa inizi a bruciare in maniera infernale. E quando si alza un lievissimo alito di vento, le guance iniziano a tagliarsi pungendo come se un nugolo di vespe di ghiaccio ti stesse martoriando la faccia. Non puoi sorridere, perché le tue labbra sono a un passo dal dividersi in quattro per sempre… E soprattutto devi stare maledettamente attento a dove metti i piedi: devi spostarti piano piano, ritmando la camminata con le braccia e senza spingere troppo. Perché se scivoli sei spacciato, e sai che una frattura scomposta del femore è lì ammiccante che ti aspetta. E nessuno vorrebbe mai sperimentare il reparto ortopedia di un ospedale russo, vero?

In più, devi camminare abbastanza lontano dai tetti spioventi delle case, se non vuoi che una bella stalattite di ghiaccio da 2-3kg ti caschi sulla testa. E prega che sia un mattone di neve, e non uno spuntone affilato… Ridendo e scherzando, a San Pietroburgo ogni anno muore qualche decina di persone per questo giochetto dei ghiaccioli. Non ci avevate mai pensato, vero? Ecco, invece per un russo è qualcosa a metà tra un riflesso istintivo e una lieve seccatura, e mentre cammina spedito sul ghiaccio mentre voi arrancate bestemmiando lui riesce anche a schivare con agilità le dieci slavine che stanno attentando alla sua vita in quell’isolato.
Insomma, l’inverno russo è una parentesi rosa tra Chuck Norris e Matrix.

Il bello dell’inverno russo: goderselo

Ora che vi ho spaventati per bene, però, vorrei elencare alcune dolci fatti collaterali del grande inverno russo, che sono il motivo principale per cui lo adoro.

  1. Nelle case fa caldissimo. Più volte mi capita di aprire un po’ la finestra per “cambiare aria”…
  2. L’acqua esce bollente e farsi la doccia è una goduria pura, anche e soprattutto perché ci si asciuga in un attimo grazie all’aria secca.
  3. I russi sono fisicamente dipendenti dal tè e statisticamente ci sarà sempre qualcuno intorno a te (Mosca ha 20 milioni di abitanti, dopotutto) sempre pronto a offrirtene una tazza dal suo termos personale. In alternativa, negli edifici pubblici c’è sempre un samovar elettrico da cui prendere un po’ d’acqua bollente. Procuratevi una tazza grande, e in fretta.
  4. Stupido a dirsi, ma i russi sono molto attrezzati per il freddo. E ci sarà sempre un esercito di kazaki pronti a pulire le scale dal pantano di neve, a togliere il ghiaccio, spargere il sale e sparare a mille il riscaldamento di qualsiasi cosa al chiuso esista in città.
  5. La neve che non si scioglie (e non ti si scioglie nemmeno addosso) rende la città molto pulita e gli edifici in stile russo, con colori molto accesi, sono semplicemente magnifici, al massimo del loro splendore. Il Cremlino a -21° è stato una fiaba. E poi la vista da sopra le mura, sulla città dorata dal tramonto, fumante, e tutta imbiancata…

inverno russo galleria tretyakovVisitare la Russia d’inverno

Per finire, quindi, se volete visitare la Russia in inverno prendete atto di alcune cose.
Prima di tutto, c’è poca luce, specialmente a dicembre, gennaio e febbraio. Se volete vivervi il sogno innevato ommioddio la Russia con la neve<3 veniteci magari a metà marzo o in autunno quando almeno vi potete godere giornate un po’ più lunghe, altrimenti è un po’ uno spreco. Secondo, avere la neve è esteticamente bellissimo ma all’inizio è molto stancante: ci metterete molto di più a spostarvi in città per via del ghiaccio sui marciapiedi e arriverete a sera stremati e storditi dal caldissimo/freddissimo. Tenetene conto. Terzo, d’inverno le giornate di sole non sono impossibili ma sono certamente più rare di quelle grigio depressione: avete visto duecento belle foto di cielo blu e candida neve, ma Mosca d’inverno è di solito molto lontana da quell’immaginario! Sapevatelo.

Leggi anche: come fare il visto russo da soli

Come vestirsi d’inverno in Russia: cosa portare

E ora il kit sopravvivenza edizione inverno Russo. Non dimenticate di mettere in valigia:

  1. Un burrocacao
  2. Uno spruzzino/crema per il naso per respirare bene anche con il secco
  3. Una bella crema grassa da mettere sulle guance
  4. Un cappello molto caldo che vi copra bene la fronte e il collo: meglio se di lana o di pile. Se avete il cappuccio è subito COMBO.
  5. Una sciarpa di lana molto calda
  6. Un giaccone bello pesante, meglio se lungo fino alle ginocchia per scaldarvi anche le gambe. Anche un piumino va bene.
  7. Degli scarponi con una bella suola spessa che non scivoli. Gli anfibi di cuoio sono perfetti, gli scarponi da montagna pure: non devono essere impermeabili per forza, devono solo essere comodi e imbottiti dentro. Dimenticatevi cosa significa fashion.
  8. Dei calzettoni di lana, meglio se lunghi fino al ginocchio. Ok anche calze calde e leggings termici o calze da mettere sotto i jeans.
  9. Dei guanti belli caldi, meglio se di lana+pile oppure da sci
  10. Dei cerotti per le vesciche, perché vi vedo già a piagnucolare per i trenta normalissimi km quotidiani che si macinano camminando per tutte le Russie

Sotto questo scafandro pesante non serve in realtà avere chissà che cosa: tenete conto che negli interni ci possono essere fino a +25°, non esagerate con strati che poi non potete togliervi rapidamente!

Per oggi qui da Radio Mosca è tutto. Non nevica da tre giorni e c’è solo -16°: praticamente il tropico. Le palme iniziano a fiorire e gli uccellini cantano con gioia il sole ritrovato.

Alla prossima, painderoutiani!
Un abbraccio,
Ele

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9 thoughts on “Come sopravvivere all’inverno russo. Qui Mosca (sottozero)

  1. Grande Элеонора!
    Le prime righe mi hanno fatto pensare alle domande che mi venivano rivolte quando da isolana mi sono trasferita a Milano. E giù a spiegare ‘sta cosa della differenza fra freddo secco e umido, che non passa mai di moda nelle conversazioni fra migranti 😀

    Detto questo, e cercando di scacciare dalla mente il rischio di morte per stalattite cadente, Mosca mi incuriosisce sempre di più, per cui…scrivici!

  2. Ahahaha oddio! La stessa umidità letale che c’è a San Pietroburgo! Non riesco neanche a immaginare -25 gradi e umidità… Cosa non si fa per viaggiare, davvero! 🙂

  3. Che bello, almeno tu hai beccato un freddo “secco”, quando ero in Erasmus a Riga c’erano -25 gradi + quella tremenda umidità che ti bagna i calzini e gela le ossa. Cosa non si fa per viaggiare 😀

  4. Già, assurdo ma incredibilmente vero! Il kit di sopravvivenza è rigorosamente Pain de Route 🙂
    Grazie Agnieszka!

  5. Concordo che la differenza sta nell’umidità! Io abitavo lungo la costiera baltica polacca e -2 d’inverno erano davvero in grado di congelare le ossa. La Russia non l’ho mai visitata, ma ho sempre letto e sentito del freddo allucinante. Il tuo kit sopravvivenza è il top!

  6. Ahahaha! Dai, tieni duro! E guarda che si sente più il freddo italiano 🙂
    Un abbraccio e grazie grazie grazie! A prestoooo 🙂

  7. Mamma mia mi viene freddo solo a leggere il tuo post! E io che pensavo di essere una gran figa perche’ sto sopravvivendo ai giorni della merla (a casa, senza uscire. Mai mai mai). Sei una grande!! 🙂 Un bacione bella e continua a condividere le tue avventure! Ti seguo 🙂

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