Il meglio dei viaggi nel 2015

Painderoutiani! (adoro questi vocativi così anacronisticamente sovietici)

PREMETTO che non è la solita tiritera dell’un altro anno è andato.

Però il 2015 è anche l’anno in cui ho avuto il coraggio di mettere su questo blog un po’ strano, ancora piccolo, ma che punta sempre sulla qualità più che sulla quantità. Che cerca di promuovere un viaggiare denso, profondo, che apra gli occhi un pezzettino alla volta, che arricchisca al massimo. Insomma, che cerca di essere appunto un pain de route, un pan di via che dà l’energia necessaria per camminare a lungo e superare quei limiti che pensavamo di non poter nemmeno raggiungere.

Scrivo poco, compatibilmente con gli impegni universitari e di vita, ma apprezzo dal profondo del cuore ogni singola parola che spendete per ringraziarmi e ogni singolo “mi piace”, passaparola o condivisione sprecati su qualche social network.
Davvero, grazie.

Sperando possa ispirarvi ancora un po’, pubblico la lista delle dieci cose più emozionanti fatte nel 2015: traguardi, follie, cose viste, assaggiate, vissute… per domande, dubbi, consigli, incoraggiamenti ed eventualmente anche per pomodori e insulti scrivetemi pure tramite la pagina facebook, sarò felicissima di rispondervi e (se posso) aiutarvi.

Buona lettura e alla prossima!
Un abbraccio,
Nora

1. Autostop estremo in Caucaso

Autostop CaucasoSenza dubbio le abbiamo provate tutte: autostop in quattro più un cesso (!?!?) su tre sedili con un fucile puntato alla fronte mangiando pane alle uvette gentilmente offerto dai due militari che ci hanno tirati su, in quattro su tre sedili con quattro zaini immensi addosso in una cinquecento sovietica, su un land rover vecchio come Stalin guidato da un vecchione russo, in 9 più zaini in una macchina da 5 stipati nel bagagliaio di dei ragazzi di Dubai, tirati su da uno che guidava schiacciando i pedali con dei bastoni, sempre sbronzi di birra offerta dai vari guidatori tra cui un fanatico ortodosso che ci ha portati in un mega tour delle chiese più zarre d’Armenia, brindando con vino, birra e chacha (80°!!!!) con due militari pazzi nel letto di un fiume in mezzo al niente;

E ancora costretti a suonare la canzone del sole fino a strapparci le corde vocali con due pazzi scatenati che ci hanno costretti a pagargli la benzina dopo che avevano perso 15.000€ in un casinò, sul retro di un camion aperto che trasportava sacchi di cemento insieme a un vecchietto senza denti, con due amanti russo-armeni in fuga d’amore, con un team di ingegneri indiani in missione in Armenia che ci hanno invitati a cena e a dormire da loro… insomma, proprio tutte tutte.

Se ti interessa vedere che giro abbiamo fatto noi quattro scriteriati, qui c’è l’itinerario preciso di 19 giorni in Georgia, Abkhazia e Armenia. (link sul vecchio blog, scusate!)

2. Aver superato il Circolo Polare Artico sui treni russi

murmansk russia circolo polare articoIn foto, un soprapassaggio di Murmansk, il porto più grande al mondo sul Mar Glaciale Artico (69° parallelo). Durante l’estate per un mese e mezzo il sole non tramonta mai; e d’inverno, per un mese e mezzo, il sole non sorge mai… Le colline coperte di tundra in fondo al soprapassaggio sono, come la maggior parte delle regioni russe sull’Artico, zone di esercizio militare in cui se provi ad entrare… beh, ti sparano.

E il porto lassù non ghiaccia mai grazie agli ultimi influssi della Corrente del Golfo del Messico, lo sapevate? Oggi a Murmansk, dove non esistono marciapiedi, lampioni, strade ma solo banchine di sabbia e terra con buche, ciuffi d’erba e fiori alti come uomini, regna ancora un clima da guerra fredda: controlli ovunque, metal detector, posti di blocco, carri armati e militari… Un salto nel tempo incredibile. Ci sono stata per due giorni. La tappa seguente era Mosca, a tre giorni e altre due notti di viaggio in treno (da sola!)… Qui trovi i dettagli del viaggio in Russia (link al vecchio blog, scusate!)

Leggi “Taiga e Samovar”, la guida completa ai treni russi: dalla prenotazione online alle emozioni provate guardando fuori dal finestrino sorseggiando un litri di чай… (leggi: ciài, è il tè!)

3. L’Islanda

Un nome che non ha bisogno di spiegazioni. Le foto non rendono. Paesaggi di un altro mondo, passeggiate a fianco di faglie fumanti, su campi lavici sterminati, circondati da una piccola vegetazione unica, baciati dalla luce del sole di mezzanotte, pulcinelle di mare, balene, onde immense, grotte blu di silicio, fumarole e solfatare, fanghi ribollenti, iceberg spiaggiati, lingue di ghiaccio, vulcani immensi, pecore e lupini ovunque..

Ma l’islanda è costosissima? No! Esiste un’Islanda low-cost, parola di Pain de Route!
E, se non vi basta, qui trovate il meglio dell’Islanda (e che meglio!). (I due articoli sono sul vecchio blog, giuro che prima o poi li sposterò su quello nuovo!)

4. Aver raggiunto le Azzorre, isole sperdute nell’Atlantico

In foto, la Lagoa do Fogo, un cratere vulcanico riempito da un lago azzurro. Abbiamo dormito in tenda nel cratere sotto un vento di 90km/h, congelando e credendo di morire ogni singolo istante di quell’interminabile notte… Le Azzorre sono un posto semplicemente incredibile. Sono l’Islanda tropicale. Pioggia costante, umidità a mille, fenomeni vulcanici circondati da una vegetazione lussureggiante e verdissima tutto l’anno…

Qui ho scritto qualche consiglio su come sfruttare al meglio l’isola di Sao Miguel, dove arrivano sia Easyjet sia Ryanair con tariffe da urlo! Cercare per credere!

5. Aver cantato in polifonia negli antichi monasteri armeni

Nel video, il monastero diroccato di Kobayr, valle del Debed, in Armenia del Nord. L’acustica perfetta fa risuonare tutte le armonie in ogni cellula del tuo corpo. Se poi i tuoi compagni di polifonia sono tra i tuoi amici più cari…

6. Essere sopravvissuta all’Abkhazia e a una tempesta in tenda nello Svaneti, Georgia

DSC_1377L’Abkhazia è una repubblica auto-proclamatasi indipendente dalla Georgia. Ad oggi è riconosciuta solo dalla Russia, dal Venezuela e da qualche paradiso fiscale del Pacifico, è de facto militarizzata dalla Russia, con la quale ha praticamente abbattuto le frontiere. L’unico punto di accesso senza passare dalla Russia è il ponte sull’Ingur, il fiume che la separa con la Georgia. I cittadini europei non hanno alcun tipo di rappresentanza diplomatica (e probabilmente si devono rivolgere all’ambasciata italiana a Mosca…! Chiamare quella di Tbilisi sarebbe solo pericoloso), i cellulari non funzionano, la guerra e le pulizie etniche terminate nel 2008 sono ancora presente vivo. Lo stato abkhazo praticamente non esiste: vige la legge del taglione, la polizia vive di abusi di potere, in strada non esistono limiti di velocità, le bande di alcolisti a momenti fanno a botte con il tuo host di couchsurfing, la gente è affamata da un rublo russo che non vale più nulla, enormi edifici sventrati popolano il centro di Sukhumi, la capitale…

In Svaneti abbiamo piantato la tenda sotto un temporale immenso, a circa 1.700m di altitudine. I fulmini colpivano la punta della montagna alle nostre spalle. Terrorizzati, abbiamo sfondato la porta di una chiesa abbandonata e abbiamo aspettato che spiovesse (non ha smesso), cenando con scatolame a lume di accendino e torcia, circondati da teschi di mucca, con il freddo nelle ossa. Abbiamo dormito in quattro in una tenda da due per non morire congelati – o, nel caso, per morire tutti insieme…

Ancora: link al viaggio in Georgia, Abkhazia e Armenia

7. Aver vissuto Mosca, un altro mondo

arbatskaya mosca russiaCinque notti nella capitale russa, girata in lungo e in largo, vissuta a cuore aperto. Un mondo dentro la Russia (che è un mondo a sua volta!). Se non l’avete già fatto, leggete i 10 motivi che mi hanno fatta innamorare di Mosca!

8. Aver visto così tante volte l’immenso Oceano Atlantico

atlantico oceano azzorreIn Portogallo, in Marocco, in Islanda, alle Azzorre… Sempre più spaventoso, sempre più seducente. Non ne sono ancora sazia. In foto, onde enormi a Sao Miguel, Azzorre.

Qui, ai punti 4 e 13, le riflessioni sull’Oceano fatte dalla scogliera di Rabat e poi quelle di una notte sulle dune della spiaggia di Essaouira…

9. Aver avuto il coraggio di viaggiare da sola

sigulda lettonia chiesa protestantePer la prima volta nella mia vita, in Lettonia e Lituania. E divertendomi come una matta e conoscendo un sacco di persone interessantissime! In foto, la bellissima chiesa protestante di Sigulda, nella foresta lettone.

Qui trovi i miei consigli sul come vincere la paura di viaggiare da sola: io ce l’ho fatta e i due viaggi che ho fatto mi hanno cambiato la vita!

10. Aver visitato l’Ermitage di San Pietroburgo

matisse ermitage san pietroburgo danzaLa parte più sensazionale del museo (gratis sotto i 26, fra l’altro!) è quella moderna, che si trova nell’enorme piazza dell’Ammiragliato, di fronte al famosissimo palazzo d’Inverno.
Ancora non trovo parole per descrivere il vuoto d’aria che ho provato per le due, pochissime ore che ho passato in quella sezione. Avete presente il vostro libro d’arte delle superiori e la sua carrellata di capolavori da ogni angolo del mondo? Ecco: l’Ermitage. 

Ma San Pietroburgo è una bella città o no? Beh, io ci ho dovuto litigare un bel po’ prima di decidere. Se ti interessa qualche filosofia a tempo perso su questo colosso di storia, ne ho parlato qui (vecchio blog!)

11. Aver scalato l’Olimpo e visitato le Meteore

meteore grecia nord macedonia(eddaaai, passatemi l’undicesima! dieci era troppo poco!) Cinque anni di testa chinata sul latino e sul greco hanno dato un significato diverso a questo viaggio alla ricerca dei due vertici della spiritualità greca – prima, antica, poi, medievale. L’Olimpo, sempre avvolto da nuvole, con un ecosistema unico, un manto di neve immacolata al 29 marzo, il grande gigante greco; e le Meteore, i monasteri vecchi mille anni dove la chiesa ortodossa è rimasta quella del grande scisma… Respirare gli incensi al lume delle candeline sottilissime piantate nella sabbia, cercare figure fantastiche negli affreschi incredibili che ricoprono tutte queste chiese sospese a mezz’aria, sugli speroni di roccia del Mar di Tessaglia: ancora mi si stringe il cuore.

Qui, sul vecchio blog, trovi tutti i dettagli sull’itinerario del nostro viaggio in Grecia del Nord (fa spezzare dal ridere, garantito)

(12. Aver vissuto a Lisbona)

alfama(risparmiatemi gli insulti, giuro che è l’ultima) Lisbona, suadente e difficile. Prima mi nauseava e ora mi sento pervasa dalla saudade a lasciarla anche solo per due settimane. Prima esperienza di vita completamente da sola. Ad oggi, sono qui da 104 giorni (con qualche intervallo di viaggettini, va bene sisisisi).

Qui trovate dieci segreti segretissimi per fare pace con Lisbona e poi reinnamorarsene di più!

Beh, spero che con questa lista abbiate arricchito la lista dei desideri del 2016 😉
A presto,
Nora

 

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2 thoughts on “Il meglio dei viaggi nel 2015

  1. painderoute il said:

    Ciao Flavia!
    Sono lusingata, troppo gentile! Ho in serbo ancora un po’ di articolettini sull’Islanda. Per quanto ho visto e sentito fino ad oggi, credo non esista in tutto il mondo un posto così ricco di fenomeni strabilianti. Spero di riuscire a tornarci, prima o poi, perché c’è così tanto da vedere, fare, scalare…
    Buoni viaggi e in bocca al lupo per tutto!
    Ele

  2. Flavia il said:

    Wow Eleonora, sono strabiliata dal racconto delle tue avventure! La tempesta di Svaneti mi ha messo paura, e la descrizione dell’Islanda mi ha messo una voglia matta di visitarla. Bellissimo il contrasto che dici tra la vegetazione poco sviluppata e la grandiosità del paesaggio. Complimenti! Ciao!

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