La Bibbia dell’Autostoppista: guida pratica per fare autostop in scioltezza

Autostop CaucasoLa prima volta che ho fatto autostop avevo 18 anni freschissimi. Ero a Milos, nelle Cicladi, e mi ha tirato su un armatore albanese che si chiamava Cristo. Ore 15, canicola impietosa, finiti in un paesino giù da un dirupo e tagliato fuori da qualunque mezzo pubblico. Sfiancati, abbiamo tirato fuori il pollicione: la prima macchina si è fermata e ci ha per giunta portati in una spiaggia paradisiaca…

Al ritorno, stessa storia: ci tira su uno zarro bulgaro, Angelos, che guidava a novemila all’ora senza cinture e sparando turbofolk a manetta grazie al suo intero bagagliaio riconvertito a cassa.

Come on, painderouters (o painderoutiens, come vi piace), capitemi quando parlo di Bibbia dell’Autostoppista: ho iniziato sotto la protezione della Trinità!

Detto ciò, una volta che avrete rotto il ghiaccio con il vostro Cristo o il vostro Angelos, metà del lavoro è fatto: basta solo affinare la tecnica e lavorare sulla scioltezza.

E vi accorgerete, soprattutto, che fare autostop non è solo viaggiare gratis, ma molto, molto di più! E’ entrare nelle vite della gente che vive in quei posti, condividere con loro minuti, ore o anche giorni insieme, ascoltare le loro storie, i loro pensieri. E’ capire, passo dopo passo, le terre dove viaggiate…

Fierissima dei miei ultimi 2500km di solo autostop dal Montenegro all’Italia (via Albania, Macedonia, Kosovo, Serbia, Croazia e Slovenia) e con alle spalle altre numerose spolliciate in Georgia, Armenia, Russia, Marocco, Croazia etc, ho pensato di mettere giù le cose importanti che ho imparato, spesso frutto di errori sciocchi, per partire con un pizzico di sicurezza e sale in zucca in più.

Buon vento, buoni viaggi, buon autostop e buona fortuna a tutti!
Ele

Paesaggi del lago di Skadar, Montenegro-Albania, da una strada secondaria percorsa in autostop

Il Pantheon dell’Autostop: i siti di riferimento

1. Controlla l’hitchwiki.com del paese che stai visitando con tutti i consigli degli altri autostoppisti. Hitch-wiki la mette sul “paesi dove è più facile” e “paesi dove è più difficile”. In realtà molto dipende dalle strade, dall’orario, dalla stagione, da quanti siete e come apparite. E poi serve la solita botta di…

2. Scarica l’app per Android con le mappe in cui sono segnati i punti migliori e i commenti degli utenti sulle direzioni e i tempi di attesa (non indispensabile, se sai capire le cartine).

3. Se sei una donna, leggi i (divertentissimi) consigli dell’autostoppista croata livello PRO Ana Bakran sul sito di Tomislav Perko qui e un’intervista qui. Leggi anche la sezione dedicata alle donne di Hitchwiki.

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Paesaggi del lago di Skadar, Montenegro-Albania, da una strada secondaria percorsa in autostop

Su quali strade fare autostop

Sulle strade secondarie

Scelta migliore e più sicura: è molto facile. Ci passa gente che fa distanze medio-brevi e spesso va da un villaggio a un altro per i motivi più disparati: portare l’auto dal carrozziere, andare a trovare la nonna, tornare a casa, trasportare divani, frigoriferi, infissi o, perché no, anche turisti o locali in vacanza.

Scegliere un punto dopo un rettilineo dove ci sia uno slargo o uno spazio fuori dalla carreggiata per permettere alle auto di fermarsi. Le auto devono vedervi da lontano, avere il tempo di decidere sul da farsi, frenare e uscire dalla carreggiata per farvi salire. Un posto sbagliato significa occasioni perse. Dopo semafori, incroci, rotonde le auto vanno più piano e, se c’è un buono spiazzo per farle fermare, è una buona idea stare lì.

Camminate il più lontano possibile dalla città e, se potete, prendete la strada giusta subito dopo tutte le possibili deviazioni, cosicché sia chiaro che state andando in quella direzione e non ci siano più bivii importanti.

Dalle strade secondarie è anche facile venire via se nessuno vi tira su, tornare in città o vagare nei campi adiacenti per trovare un buon punto per mettere su la tenda.

Kosovo

Esempio di percorso fuori città e scelta del punto verso l’unica strada che porta in Kosovo

In autostrada

Pensateci bene. Si può fare solo negli autogrill e nelle stazioni di servizio, bisogna avere una tenda e un sacco a pelo con sé nell’eventualità che nessuno vi tiri su o essere pronti a dormire in autogrill: d’altronde non avete molte altre chances di fuga una volta che ci siete entrati! Uscire dalle stazioni di servizio a piedi è fuori discussione, camminare lungo l’autostrada è illegale e viene la polizia a prendervi se provate a farlo.

Nelle stazioni di servizio passa una minima percentuale delle auto totali e di solito sono quelle che fanno viaggi lunghi, quindi sono più piene, hanno tanti bagagli o sono famiglie che si fermano più spesso a mangiare, a usare i bagni etc. In sostanza, basse probabilità che vi tirino su ma più probabilità che vi portino lontano. Fate voi il bilancio e vedete se vi conviene rischiare, anche dopo aver capito come tira il vento nel posto dove siete. A noi tutto sommato è andata, ma certo con più difficoltà che su strade normali.

Si può provare a chiedere alle auto guardando le targhe, ma lo trovo sempre un po’ imbarazzante e, salvo casi estremi, preferisco sempre che siano loro a “proporsi” vedendomi autostoppare.
Se dovete chiedere: puntare sui giovani, escludere a priori auto con bambini e donne sole o in generale persone sole, meglio le coppie (anche se non è sempre detto, esistono le eccezioni!)

In città

Inutile e stupido! E’ difficile fermarsi e improbabile che le auto stiano andando dove andate voi!

Slovenia

Esemplare di autostoppista devastata tra Slovenia e Italia, dopo 2000km

Cartelli con le destinazioni: sì o no?

Utili solo se sono brevi distanze. Sulle lunghe distanze vi fanno perdere un sacco di occasioni comunque utili. In realtà il concetto dell’autostop è di trovare un passaggio in quella direzione, poi un altro e poi un altro ancora, finché non arrivate. E’ raro trovare auto dirette e spesso il tempo di attesa con il cartello è identico al prendere due, tre o più passaggi “spezzando” il viaggio.

Detto ciò, molti continuano a preferire il cartello: identifica il vostro status di autostoppisti. A me è andata meglio quando non l’ho usato o quando ne avevo uno generico (es. Kosovo). Se siete sulla strada giusta è abbastanza ovvio che andiate in quella direzione!
Se proprio volete fare un cartello fate quello della strada che dovete percorrere: es. A3/E72.

Studiatevi bene la cartina, chiedete info sulle strade alla gente del posto e cercate di ricordarvi i nomi dei paesi a metà tra voi e il vostro punto di arrivo per accettare comunque una corsa che vi porti a metà strada.

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Dolcissimo team di ingegneri indiani che ci ha ospitati in Armenia dopo averci dato un passaggio

Sicurezza

Meglio in coppia che da soli, ma da soli si apre anche la possibilità camion – che possono portare solo un’altra persona in più (o due, a seconda dei paesi e delle assicurazioni). Tre persone è border-line, ma più che da quanto sono piene le auto dipende dalla flessibilità delle misure di sicurezza del paese… In Georgia e Armenia abbiamo sempre viaggiato in 6 in macchine da 5 e nessuno si è mai fatto problemi 😉 Anche in 4 è fattibile ma a volte è meglio dividersi in 2+2. In più di 4 è troppo problematico anche dividendosi.

Da soli è comunque fattibile anche se siete donne, basta tenere gli occhi aperti e ascoltare il proprio istinto, nel caso vi sentiate a disagio scendete al primo autogrill e cercate un’altra auto.

Trucchi random per scendere da un’auto in caso di emergenza: fingere di vomitare, fingere diarrea, dire di stare male e chiedere di fermarsi. La cosa importante da capire è che il guidatore è impegnato a guidare e che probabilmente è lui più in pericolo di voi. State sereni.

Dario con cane bavoso che mi ha innaffiato la spalla per tutto il viaggio, Montenegro

Quando fare autostop

Di giorno

Meglio il mattino presto o mezzogiorno. All’ora di pranzo è calma piatta. Anche il tardo pomeriggio va bene, ma solo se dovete andare vicino: quando cala il buio, se non siete arrivati, rimanete fregati.

Di notte

Appunto. Autostoppare di notte è pericoloso e in ogni caso vi dà pochissime chances di essere tirati su, perché sostanzialmente non vi vedono in faccia o non vi vedono proprio. E sinceramente anche io mi fiderei di meno a tirar su uno di notte.
Detto ciò noi abbiamo a volte autostoppato alla grande anche col buio pesto ma altre volte ci è capitato di non essere mai tirati su e di aver dovuto dormire in autogrill con la tenda.

Conversazione

Siate chiacchieroni e tirate fuori la vostra poliglossia. Queste persone non le rivedrete mai più, non c’è da aver paura! Fate domande: avrete un’opportunità unica di entrare direttamente in contatto con chi vive in quei luoghi e sapere come la pensano sul loro paese. In sostanza, l’opinione del casalingo di Voghera, che sommata ad altre novantamila, vi darà un buon mosaico di come funzionano le cose laggiù. Un esempio?

Albania centrale, direzione Elbasan. Ci tira su Shpatim, un saldatore che aveva lavorato a Pescara. Scherzando ci dice: “voi italiani piace antico, noi albanesi butta via tutto!”. E quando vedi il lungomare albanese, costellato di casermoni che hanno cementificato i teatri romani qualche metro più sotto, non gli dai tutti i torti…

Per le donne sole: se il guidatore inizia a sfoggiare il suo irresistibile viscidume, usate il potere della retorica e cambiate discorso, o siate categoriche e secche nelle risposte. Un “non so” o un “no” non è mai stato così efficace. Alcune donne usano fischietti antistupro, spray al peperoncino e altri giochini astuti utili a seconda del paese in cui si va.

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Frontiera Serbia – Kosovo, prima di una lunga serie di fortunati autostop

Attitudine

Sorridete e mostratevi simpatici! Dalla strada dovete convincere i guidatori che varrà la pena darvi un passaggio, e soprattutto che siete buoni e inoffensivi. Ballate, cantate, salutate, fate dei gesti simpatici: due anni di scuola di teatro mi sono tornati utilissimi per sembrare scherzosi anche da lontano, un sacco di guidatori se la ridevano di gusto vedendoci fare i mimi!

Vestitevi in maniera sobria ma con colori allegri e ben visibili. Amici autostoppisti hanno comprato apposta i “pantaloni rossi” per farsi vedere meglio, mentre amiche autostoppiste evitano scollature, gonne corte o vestiti facilmente fraintendibili.

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Autostoppata con lo zaino addosso, Montenegro

Cosa NON fare

Il guidatore non si deve sentire un tassista! Se fate autostop è perché vi piace socializzare e imparare qualcosa sulla vita delle persone del luogo e sul loro paese. Siate curiosi, fate domande! La gente nella maggior parte dei casi avrà voglia di chiacchierare con voi e raccontarvi le loro storie.

Non dormite, specialmente se siete da soli! Anche per motivi di sicurezza. E ve lo dico io che sono la maga dell’abbiocco facile e che sono riuscita ad addormentarmi mentre camminavo (giuro!).
Non mangiate senza offrire un po’ del vostro cibo e comunque chiedete il permesso.
Non chiedete di fare deviazioni rispetto al percorso: molto spesso lo faranno comunque, ma siate comprensivi. E’ già tanto che vi abbiano tirato su gratis. L’importante è però farsi lasciare in un punto utile per continuare ad autostoppare (distributori di benzina, slarghi etc etc)

Modi alternativi di chiudere un bagagliaio, lezione I – ecco perché dovete tenere gli zaini con voi! Armenia

Altri accorgimenti utili

Fare una foto al numero di targa e al tipo di auto, se avete tempo/modo (forse un po’ complicato)
Seguire il percorso con il GPS (scaricate le mappe sul telefono!) per assicurarsi di stare andando nella direzione giusta e trovare il punto migliore dove farvi lasciare.
Appena salite fare finta di parlare al telefono con un ipotetico fidanzato/genitore dicendo il tipo di auto, la direzione, il nome del conducente etc di modo da farlo sentire “monitorato” (eccessivo, ma utile tenerlo a mente in casi problematici).
Se siete donne, meglio evitare uomini soli o gruppi di uomini, anche se ovviamente dipende dai singoli casi: non sono tutti lì pronti a sbranare voi tenere pulzelle.
Lo zaino è sempre meglio tenerlo con voi e non metterlo nel bagagliaio, a scanso di equivoci e nel caso dobbiate andarvene in fretta.

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Dolce risveglio in tenda all’autogrill più caccadroga di tutta Zagabria, Croazia

Rifiutare il passaggio se non vi sembra sicuro: il trucco è chiedere sempre prima dove vanno loro e poi dire dove andate voi. Avrete qualche secondo per meditare sulla persona che vi offre il passaggio e dire “ah, no, noi andiamo da un’altra parte”, magari dicendo la città in direzione opposta. Se dal tono, dalla voce, dai movimenti non vi ispira, rifiutate, non siete mica obbligati ad andare!

Se vi chiedono dei soldi rifiutate categoricamente e andatevene il prima possibile prendendo le vostre cose in fretta e senza lasciare la macchina prima di averle prese. Evitate di parlare di soldi, far vedere soldi o oggetti costosi in generale. Se il guidatore insiste lasciategli l’equivalente di un biglietto dell’autobus, ma in generale è scorretto esigere dei soldi se non siete voi a offrirli. L’autostop non è blablacar! E’ gratis e basato sull’idea che comunque il guidatore sarebbe andato in quella destinazione da solo sostenendo interamente le spese. Che ci siate anche voi è solo un fatto accidentale e se non vi voleva poteva non fermarsi. Cercate comunque di chiarire questa cosa prima con il classico no money.

Se avete altri suggerimenti o domande, scrivetemeli nei commenti, sarò felicissima di leggerli 🙂

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Grazie ♥

Eleonora

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10 thoughts on “La Bibbia dell’Autostoppista: guida pratica per fare autostop in scioltezza

  1. Fantastica questa guida e molto ispirante. Ho fatto autostop in India e mi sono divertita un mondo a viaggiare su mezzi di fortuna e conoscere nuova gente. Hai ragione, non è solo un modo per viaggiare gratis, si entra in contatto con le persone e questo è uno degli aspetti per me più importanti in viaggio. Ti seguo con piacere, a presto!
    Sara

  2. Fantastica questa guida e molto ispirante. Ho fatto autostop in India, ma solo per brevi tratti, e mi sono divertita un mondo a viaggiare su mezzi di fortuna e conoscere nuova gente. Hai ragione, non è solo un modo per viaggiare gratis, si entra in contatto con le persone e questo è uno degli aspetti per me più importanti in viaggio. Ti seguo con piacere, a presto!
    Sara

  3. Grandissima Selika! Fiera di te, batti-cinque virtuale. Sono felice che tu sia approdata su questo blog 🙂

  4. Selika il said:

    Bella guida, completa e simpatica.
    Io l’ho fatto solo in sudamerica, precisamente in Cile. E’ un paese molto sicuro ed è usanza comune anche tra gli stessi cileni in alcune zone (terza regione, deserto di Atacama e dintorni). Anche in Argentina è molto usato e sicuro.
    Lì si viaggia un sacco “a dedo” e i camionisti sono abituati ad accompagnare persone sole o in coppia… in un camion mi sono pure messa a dormire nel suo lettino situato dietro i sedili (sconsigliato, lo so…).
    Grazie! Bel blog!

  5. Ogni cosa a suo tempo! Se sarà il momento, ti sentirai di provare anche l’autostop, ma si vive bene anche senza!
    Buoni viaggi,
    Eleonora

  6. L’autostop mi mette un po’ a disagio.. dormirei a casa di estranei, ma la macchina non so, non riesco a convincermi. Alcuni consigli molto utili e sensati, se mai mi lancerò in questa pratica torno a ripassare!

  7. Bisogna solo entrare nell’ottica che non tutto il mondo è lì che non aspetta altro di farti del male. Certo, con l’autostop ci si assume dei rischi non irrisori, ma in generale è una pratica sicura che in molti paesi è davvero parte della cultura: nei Balcani o nel Caucaso è pieno di gente che fa l’autostop tutti i giorni 🙂
    Vai tranquilla, il tuo momento arriverà 🙂

  8. Travel and Marvel Martina il said:

    Complimenti per la guida e per l’esperienza.. io non so se mai avrò il coraggio! 🙂 pensavo che l’autostop fosse una pratica ormai in disuso, ma invece mi sembra ancora attuale.. magari bisogna solo essere più coraggiose!

  9. Grande Luca, grazie delle info!
    Questo è quello che Hitchwiki intende con “paesi in cui è più facile” ed oggettivamente in certi paesi c’è la cultura dell’autostop e in altri no. In Europa la differenza sfuma abbastanza anche perché i popoli si mischiano eccome!
    Buon viaggio e wow, la Polinesia…

  10. Ottima guida, veramente completa.
    Per quanto riguarda sicurezza, posso affermare che in Guyana e Polinesia Francese, fare l’autostop è una consuetudine ormai rodata, non si corrono rischi. Quindi se programmate un viaggio da quelle parte mette in conto di non pagare nulla per i trasporti.
    In Myanmar e Timor Est abbiamo fatto solo piccoli spostamenti in autostop, ma anche li ci è sembrato molto facile, semmai il problema è il poco traffico!

    Grandi post, sempre ottimi spunti…

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