La Via degli Dei: guida per andare da Bologna a Firenze a piedi

Via-degli-dei-bologna-firenzeLa via degli dei – così famosa e pubblicizzata che alcuni l’hanno definita il Camino de Santiago italiano, altri l’hanno confusa con la Via Francigena o con una ricostruzione storica della Flaminia Militare.

Ma certo la via degli dei non ha tutte queste pretese: è forse solo un insieme di sentieri, strade, mulattiere lungo circa 130km che collegano Bologna con Firenze valicando l’Appennino Tosco-Emiliano, a tratti fiancheggiando i resti della Flaminia Militare, a tratti collegando tra loro siti interessanti, pievi, abbazie.

Ma è un trekking adatto a tutti? Quanto ci si mette? Dove si dorme? C’è acqua sul percorso? Dove trovo le mappe? Con i pareri dei camminatori incontrati lungo la via, i nostri errori e la nostra esperienza abbiamo scritto una piccola guida per orientarsi alla via degli dei.

Un grazie speciale ai miei due compagni di via, Cosimo e Domiziana.
Un abbraccio,
Ele

Chi può fare la Via degli Dei e in quanti giorni

Mentre nei primi 50km inserisci il nastro di imprecazioni a ripetizione e ti chiedi chi diavolo te l’ha fatto fare, niente suona più irritante delle classiche frasi di chi è tornato e ti snocciola il mantra del “ma dai, è facile, è fattibile, tutti la possono fare”.

Camminare per così tanti km non è facile per niente – ma molti lo possono fare. Non serve un allenamento specifico, ma dovete essere sicuri che il vostro corpo non vi tradisca: è necessario avere una forma fisica decente e un po’ di spirito sportivo. La cosa più difficile da trovare è la motivazione e la voglia di sfidarsi e non arrendersi. Se non c’è una forte spinta sportivo-morale lasciate perdere o sarà solamente masochismo.

I sentieri sono tutti facili e i tratti veramente ripidi sono pochi, ma il problema sono le lunghe distanze: bisogna camminare almeno tra i 20 e i 30km al giorno (fino a 9h di cammino) e, se il vostro corpo non vi aiuta, lo si fa solo trattenendo le lacrime e pregando i sopracitati dei che vi facciano crescere delle ruote sotto i piedi per rotolare più in fretta a valle.

In quattro giorni e quattro notti, camminando tanto (ripeto: tanto), si può fare. Se avete meno fretta di noi prendetevela con più comodo, tanto non vi corre dietro nessuno! Cinque giorni sono la misura giusta, mentre con sei ce la si prende molto tranquilla.

DSC_6237Come preparare il cammino degli dei: tutto il materiale utile

1. Scaricatevi OsmAnd, l’app gratuita di tutti i sentieri offline, o aprite la traccia GPS scaricabile dal sito di MovimentoLento con Google Earth.

2. Scaricatevi offline l’area Bologna-Firenze su Google Maps in modalità Rilievo. Vi aiuterà a capire più facilmente l’altimetria del percorso e a studiare delle deviazioni se sarete stanchi morti. Fondamentale è avere una buona power bank per non rimanere senza batteria. Per capire come scegliere la power bank giusta per te, leggi quest’altro post.

3. Compratevi una guida ben fatta che descriva il paesaggio che attraversate per essere sicuri di stare seguendo il sentiero giusto. In Emilia la segnaletica è fatta molto male ed è facilissimo perdersi! Noi abbiamo comprato Il sentiero degli dei. Da Bologna a Firenze di Paolo Cervigni (€13.50) e ci è sembrata molto accurata. Ne esistono anche altre, come quella di Wu Ming 2, molto famosa: dateci un occhio!

4. Lasciate perdere il sito Via degli Dei e l’app ufficiale: sono poco aggiornati.

Via degli dei5. Studiate bene le tappe che volete fare guardando l’altimetria e il fondo stradale: camminare su asfalto se avete piedi sensibili è una tortura vera e la seconda tappa fino a Monzuno è quasi tutta su asfalto! Tenetene conto. Più in basso i dettagli sulle nostre tappe. In generale vi consiglio di essere flessibili sulle tappe e di fermarvi prima se siete esausti o di portarvi avanti se avete ancora energia.

Quella sopra è l’altimetria della Via degli Dei per Mountain Bike di The Mtb Biker (leggermente diverso e diviso in sole tre tappe): notate i 15km di asfalto (linea nera) da Monte del Frate a Poggio Santa Croce!

Le nostre tappe: 4 notti

La via degli dei EARTHGiorno 1: da Bologna ai Prati di Mugnano (Emilia-Romagna)

Partiamo alle 16 da piazza Maggiore a Bologna e ci facciamo le gambe lungo l’interminabile (ma bellissima) salita fino alla chiesa di San Luca. Poi discesa e lunghi tratti in pianura e boscaglie lungo il fiumiciattolo Reno, mal segnalati e monotoni. A notte inoltrata ci perdiamo in un bosco inquietantissimo con passeggini rovesciati e copertoni in cerchio satanico causa zero indicazioni e pioppo immenso caduto sul sentiero: siamo costretti a seguire la statale asfaltata. Ai Prati di Mugnano dormiamo in compagnia di teneri cinghiali affamati che ravanano intorno alla tenda – emozioni indescrivibili…
Tappa di rodaggio per capire il proprio ritmo, i pesi e le resistenze.

DSC_6123Giorno 2: dai Prati di Mugnano a un castagneto tra Monzuno e il Monte Galletto (ER)

Dopo prati e paesaggi rilassanti ci inerpichiamo sul Monte Adone, con formazioni rocciose interessanti e una scioccante vista autostrada, per poi ridiscendere verso Brento e macinare interminabili km su asfalto fino a Monzuno, dove non ci fermano né la pioggia né una strada crollata e nemmeno le offerte di autostop dei locali (rifiutate col cuore in lacrime). Da Monzuno si tira avanti per un’altra ora e mezza con due simpatici ragazzi friulani con tenda e (ta-daaa) mirabolante fornelletto da campeggio. Piantiamo le tende in un castagneto e si fa una cena collettiva e imperiale a base di ceci-uvetta scaldati, pane, noci e cioccolato. Decisamente la tappa peggiore ma la serata migliore.

Giorno 3: dal castagneto al Passo dell’Osteria Bruciata (Toscana)

Qui i paesaggi iniziano ad essere selvaggi e montani, tra boschi di betulle, faggeti, parchi eolici, pinete e campi. Dopo Madonna dei Fornelli ripartiamo trottando come draghi per ripide salite e boschi verdissimi abitati da cervi immensi, i tracciati della Flaminia Militare (costruita nel 187 a.C.), crinali aperti con viste mozzafiato e piccole radure. Al Passo dell’Osteria Bruciata cala il buio e accendiamo un fuoco per scaldarci. Tappa migliore di tutta la Via degli Dei.

DSC_6293Giorno 4: dal Passo dell’Osteria Bruciata a Bivigliano (T)

Le viste in Toscana sono spettacolari e da lontano si intravede già la cupola del Duomo di Firenze (è davvero enorme!). Da San Piero a Sieve, dove l’Eurospar ci tradisce vigliaccamente con una chiusura in pausa pranzo, facciamo un taglio per un sentiero non segnalato trovato su OsmAnd e arriviamo a Bivigliano al tramonto percorrendo la metà dei km (se guardate la via nel dettaglio vedete che fa un giro a S invece che andare dritto). Corrompiamo Jappy, amico di Cosimo, che ci fa piantare la tenda nel giardino di casa sua (che comunque non basta a difenderci dai cinghiali: evidentemente puzzavamo troppo). Faticosa ma bella. Epica la doccia a casa di Jappy. E scusaci per i 50€ di acqua calda che ti abbiamo bruciato, Jappy.

[In foto: tra Sant’Agata e San Piero a Sieve]

DSC_6335Giorno 5: da Bivigliano a Firenze (T)

A Bivigliano si sale fino al bel monastero del Monte Senario e da lì la strada per Fiesole è breve e quasi tutta in discesa, tranne il sentiero che porta al Pratone, in mezzo al fresco dei pini e con una vista pazzesca su tutta l’area di Firenze. A Fiesole decidiamo di prendere un autobus urbano per SMN: la tratta (un paio d’ore circa) è solo su asfalto e fa caldo: sarebbe puro masochismo. E se lo state pensando confermiamo: sì, siamo tre schiappe. La tappa della gioia!

[In foto: il colle di Fiesole e Firenze sullo sfondo. Si vede anche la cupola, aguzzate la vista!]

DSC_6125La Via degli Dei in tenda

Fate free camping perché vi piace, perché volete più libertà, perché vi volete male o semplicemente volete risparmiare sui b&b? Bravi. Pain de Route è uno strenuo sostenitore del campeggio libero. Secondo noi, la Via degli Dei in tenda o in amaca è ancora più intensa e a contatto con la natura: e soprattutto ci sono molti boschi, radure e campi pianeggianti dove piantare una piccola tenda in tranquillità. Qui tutto quello che c’è da sapere.

Lo zaino

Deve essere leggerissimo: sacco a pelo caldo (fino a 10°), materassino leggero (di gomma o gonfiabile, come preferite, meglio <500g), un cambio di vestiti leggero e uno pesante (uno dei due ovviamente lo indossate in partenza! tanto si puzza lo stesso e il cambio di vestiti non vi salverà) e la vostra tenda, che si monti rapidamente, stia nello zaino e sia il più leggero possibile (indicativamente, max. 3.5kg ma meno è meglio è!). Il resto è acqua (almeno 2.5lt a testa) e cibo. L’ideale sarebbe non superare i 7-8kg di zaino.

Ogni cosa inutile in più che portate sono grammi che dovete tirarvi dietro per 120km: pensateci bene!

L’attrezzatura

Altri oggetti utili da avere: torcia frontale, micro-fornelletto e un padellino per scaldarvi il cibo, un cappellino, occhiali da sole, bottiglie grandi o una borraccia per l’acqua, racchette da trekking telescopiche che aiutano a scaricare i pesi e ad accelerare il passo ritmandolo, integratori energetici, infradito nel caso in cui i vostri piedi urlino vendetta e soprattutto i cerotti per le vesciche (su internet costano molto meno!). E non dimenticate la power bank!

Gli scarponi da montagna per il sentiero degli dei non sono indispensabili: Cosimo ce l’ha fatta in scarpe da ginnastica ed è stato l’unico a non avere neanche una vescica! Anche il piccolo tratto “ferrato” (in realtà un po’ ripido e con un cavo a cui attaccarsi, ma niente di impegnativo) è fattibilissimo così.

bacche via degli deiDove comprare cibo: supermercati lungo la Via degli Dei

L’errore che abbiamo fatto noi è stato portarsi dietro tutto il cibo di cinque giorni: portatevi solo il necessario a sopravvivere fino al supermercato successivo, o saranno kg e kg di sofferenze!

I supermercati sulla strada si trovano a:
(Sasso Marconi: è una deviazione)
Monzuno: supermercatino, chiude alle 19
Madonna dei Fornelli: due alimentari, il secondo è migliore del primo
(Monte di Fò: è una deviazione)
Sant’Agata: un bar-alimentari molto fornito
San Piero a Sieve: Eurospar traditore che chiude in pausa pranzo (più un altro sulla via principale del paese)
Fiesole, c’è una coop

Sulla strada in praticamente tutti i centri abitati si trovano bar e trattorie dove mangiare.

Dove trovare acqua lungo la Via degli Dei

Per rifornirsi d’acqua si può chiedere ai b&b lungo la Via degli Dei (sono molti), ai bar e ovviamente alle fontanelle. L’unico punto critico dove manca è tra Madonna dei Fornelli e Sant’Agata (primo paese scendendo verso San Piero a Sieve, se non deviate per Monte di Fò), ma volendo al passo della Futa si può chiedere di fare acqua ai militari del Cimitero Tedesco o a qualche casa. Nota: le sorgenti lungo la via spesso non sono potabili, non contateci!

Nel paesino di Sant’Agata (prima di San Piero a Sieve) c’è anche un lavatoio pubblico!

Che cibo mangiare senza fornelletto

Ci sono un sacco di cibi che si conservano fuori dal frigo e che non hanno bisogno di essere cucinati. Sembrerà strano, ma non abbiamo mai mangiato le stesse cose!

Verdure: pomodori, carote, barbabietole sottovuoto
Frutta: susine stanley, pere, mele, banane, albicocche
Legumi: ceci, fagioli in tetrapak, lenticchie e fagiolini già cotti
Frutta secca: noci, nocciole, anacardi, macadamia, noci amazzoniche, arachidi non salate, uvetta, prugne e albicocche secche, banane fritte ed essiccate
Insaccati: salamini
Colazione: biscotti, müsli, pocket coffee, tè in polvere da sciogliere in acqua
Dolci: cioccolato in ogni sua declinazione, torte, caramelle energetiche e ovviamente droghe sintetiche
Altro: uova sode (se il guscio è intatto durano quasi una settimana), formaggi chiusi (es. brie), focacce, schiacciate toscane, pane

Se avete già o volete comprarvi un fornelletto sarà subito prima classe: ricordatevi solo di ottimizzare l’acqua ed evitare cibi che ne richiedono molta, come il riso.

cartelli via degli dei bologna firenzeCritiche e problemi

Non vi nascondiamo che anche nella Via degli Dei non tutto è rose e fiori. Alcune cose ci sono piaciute poco, altre non ci hanno molto entusiasmato. In generale, però, è bene chiarire che:

  • La Via degli Dei è solo un trekking trans-appenninico. Ci sono alcuni siti, chiese e pievi interessanti (Strada romana Flaminia Militare, Badia del Buonsollazzo, Pieve di Sant’Agata, Cimitero Tedesco al passo della Futa, tra gli altri), ma non sono certo il punto forte del cammino
  • L’organizzazione generale è abbastanza carente: totale assenza di panchine, tavoli e aree attrezzate, carenza d’acqua potabile fuori dai centri abitati e di strutture economiche dove alloggiare (i b&b ci sono ma i prezzi non sono da ostelli, e i campeggi scarseggiano per cui è più bello e conveniente fare free camping). Aggiornato a settembre 2016
  • La segnaletica è pessima specialmente nelle prime due tappe in Emilia, con ore e ore di cammino non segnalato o indicazioni poco chiare. Attenzione soprattutto nella zona dopo l’Oasi di San Gherardo, nella prima tappa lungo il fiume Reno: c’è un enorme pioppo che è caduto e ha sbarrato il sentiero in mezzo al bosco, vi conviene non entrare nel sentiero e continuare lungo la strada asfaltata che gli si ricongiunge comunque poco dopo! Un peccato, ma meglio che buttare via mezz’ora a vagare nel bosco della morte. In Toscana la segnaletica diventa eccellente, frequentissima e con anche qualche indicazione oraria.
  • Specialmente nelle prime due tappe (fino a Monzuno), i panorami sono urbanizzati e tutt’altro che speciali, non ci sono paesi o siti da visitare e si macinano km e km su asfalto: grave pecca, forse la cosa che mi è dispiaciuta di più. Camminare a fianco di macchine e camion su una statale per ore sotto un sole cocente e coi piedi su una superficie durissima e bollente era davvero l’ultima cosa che volevo. Quando vi sarete poi abituati alla terra sentirete che violenza è appoggiare un piede sull’asfalto…
  • Se andate in tenda, siate pronti ad incontrare animali selvatici come cinghiali, cervi, cerbiatti e persino lupi. Non spaventatevi se li sentite avvicinarsi di notte, se non date loro fastidio non succederà nulla e se ne andranno. Cercate però di sigillare il cibo e chiuderlo negli zaini e non lasciare spazzatura in giro che li possa attirare!

Consigli

Se avete poco tempo o siete interessati solo ai paesaggi più selvaggi, saltate le prime due tappe e iniziate da Monzuno prendendo un autobus per Bologna. In due o tre giorni potrete concludere la Via degli Dei evitandovi lunghi tratti asfaltati e tutt’altro che panoramici.

Il clima è umidissimo e afoso in Emilia, fresco sulle punte più alte dell’Appennino nelle tappe centrali, e ventoso e più secco in Toscana. Portatevi pochissimi vestiti ma che siano adeguati anche al freddo che potete trovare di notte in montagna.

Andate a dormire poco dopo il tramonto e svegliatevi all’alba: camminare col sole alto significa sudare di più e sprecare più acqua, mentre col buio è facile perdersi e si procede più lentamente.

Pranzate tardi e fate il grosso della tappa prima di mangiare e riposarvi: alzarsi dopo è pura sofferenza!

Se alla sera prima del buio avete ancora autonomia di camminata, portatevi avanti con la tappa successiva: è così che siamo riusciti a finire la Via degli Dei con un giorno di anticipo 😉

Comprate delle racchette da trekking: so che sembrerete un ridicolo settantacinquenne olandese, ma non sono costose e ne guadagnerete in velocità e scarico pesi, garantito!

cammino via degli dei bologna firenze guida

Per ora è tutto: spero sia stato utile!
Manca qualcosa? Avete dubbi o domande? Aspettiamo i vostri messaggi, commenti e le vostre esperienze! Pain de Route è una comunità di viaggiatori che si aiutano a vicenda 🙂

Grazie di cuore e (ora posso dirlo) buon cammino a tutti ♥
Ele

*Importante: se acquisti qualsiasi prodotto su Amazon partendo da un link sul blog mi aiuterai a guadagnare una piccola percentuale. Per te il prezzo rimane identico, ma sosterrai il blog: uno spazio per viaggi liberi ed autogestiti, di consigli autentici e di storie che vanno al nocciolo delle cose.


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34 thoughts on “La Via degli Dei: guida per andare da Bologna a Firenze a piedi

  1. Ciao Natascia! A fine agosto fa caldo ma è fattibile, dopo Monzuno i sentieri diventano ben segnalati. Vai tranquilla per la tenda, nessun problema o rischio se rimani vicino al sentiero.
    Buon cammino!

  2. natascia il said:

    ciao io vorrei fare il sentiero in solitaria a fine agosto e partire da montuno….sono alle prime armi e mi chiedevo se i sentieri sono ben segnalati o se è facile perdersi e se come periodo possa essere ideale anche se effettivamente sarà abbastanza caldo…un altra domanda per dormire in tenda è sicuro o ci sono problemi grazie

  3. Ciao Eleonora!
    Innanzitutto complimenti per la descrizione dettagliata del percorso e per tutte le informazioni date… Davvero esaustivo!
    Avrei una domanda… Mi piacerebbe intraprendere il cammino ad inizio giugno in solitaria con il mio cane, un meticcione di taglia media. Dici che sia fattibile portare anche lui?
    Grazie mille ed ancora complimenti!!!

  4. Ivano il said:

    Se quel che preme è il contatto con la natura, suggerisco di eliminare la tenda ed optare per l’amaca, eventualmente con un tarocco. Risulta molto più semplice trovare posto e si dorme meglio 😀
    p.s. obbligo di saccoapelo e neoprene sotto ovviamente

  5. Abbiamo realizzato la continuazione della Via degli Dei con la Via Dei Monasteri da l’Olmo alla Verna passando per Camaldoli in circa 85 km. Ecco i luoghi attraversati; Madonna del Sasso-Santa Brigida- Galica-Rufina- Pomino-La Consuma- Caiano- Pratovecchio- Eremo di Camaldoli- Badia Prataglia – La Verna.
    E’ parzialmente segnalata: lo sarà interamente molto presto con accoglienze e logistica

  6. Antonella il said:

    Molto interessante. Segnalo che fra Madonna dei Fornelli e la Futa in località Pian di Balestra in estate gli abitanti delle seconde case che ci sono generalmente forniscono acqua ai viandanti. Inoltre è stata aperta la Casa delle Guardie, ex casa-forestale, proprio per sostegno ai viandanti. Per chi volesse, è uscita in questi giorni una piantina su Via degli Dei e Flaminia Militare due percorsi a confronto. Le tappe sulla via sono con tesserino credenziali e timbri, sempre a chi volesse, presso i B&B. Complimenti per il bel resoconto preciso e puntuale. Unico appunto: i boschi fra Madonna dei Fornelli e la Futa sono di faggi.

  7. Ciao, SettoneDettoSettone!
    Anche noi non eravamo in condizioni ottimali (a parte Cosimo): la suddivisione che c’è nel post può andare bene anche per voi se volete fare 5 giorni e 4 notti; se invece volete fare 5 notti potete spezzare la seconda tappa di Monzuno che è molto lunga dormendo lungo la via (ad es. Monte Adone), e poi far slittare il tutto: dormire a Madonna dei Fornelli, San Piero a Sieve e da ultimo prima di Fiesole. Così ve la prendete decisamente più comoda. In generale con la tenda va bene dormire lontano dai centri abitati, che però sono così piccoli che si fa presto ad uscire e trovare un bosco o una radura tranquilla.
    Buon cammino!
    Ele

  8. SettoneDettoSettone il said:

    ciao a tutti siamo tre ragazzi che vorrebbero affrontare la via degli dei ad aprile in 5 giorni.
    non abbiamo precedenti esperienze di trekking, ma siamo in buone condizioni fisiche. vorremmo due dritte su come suddividere il percorso tenendo conto che abbiamo intenzione di fare free camping

  9. Ciao Alessandra!
    La via degli dei va bene in tutte le stagioni, ma in piena estate può fare molto caldo e potresti aver bisogno di molta più acqua (e quindi più peso). Secondo me però le stagioni miti sono sempre le migliori. Aprile-maggio-inizio giugno oppure settembre e ottobre!
    A presto e buon cammino!
    Ele

  10. Alessandra il said:

    Ciao Eleonora,
    volevo sapere se sapevi consigliarmi il periodo migliore per fare questo trekking(in solitaria)
    Grazie,
    Alessandra

  11. Ciao Oscar!
    Va bene anche in solitaria, si incontrano molti viaggiatori lungo la strada ed è facile trovare qualche compagno lungo la via.
    Buon cammino!
    Eleonora

  12. OSCAR il said:

    Ciao a tutti, io sono Oscar da Padova e ho 58 anni;
    Vorrei fare la via degli Dei da solo verso fine maggio;
    Secondo voi é meglio in compagnia?

  13. Ciao Monica!
    Se andate in tenda e seguite i consigli riguardo a rifornimento acqua e cibo nei supermercati spenderete pochissimo; altrimenti i b&b non sono proprio economicissimi ma cercando bene troverete qualcosa che fa al caso vostro (se prendete camere private da 4 i prezzi sono sui 20/30€ a persona; nelle camerate se portate il sacco a pelo riuscite a spendere un po’ meno, sui 15€). Siete in quattro e avete già esperienza: perché non provate la tenda? Alla fine il trekking è di soli 4/5 giorni e la zona è molto sicura 🙂
    Fate una bella spesa di prodotti più costosi (es. cioccolato, frutta secca, tonno etc.) prima di partire, ma non appesantitevi troppo! I prodotti più semplici ed economici si trovano anche lungo la strada (pane, focacce, formaggio, prosciutto…).
    Buon cammino e non esitate a scrivermi se avete bisogno di altre dritte!
    Un abbraccio,
    Ele

  14. Monica il said:

    Ciao parlo a nome di un gruppo di quattro ragazze che vorrebbe partire per la Via degli Dei nel mese di Aprile. Abbiamo già percorso parte della Via Francigena da Siena a Roma, quindi abbiamo già un po’ di esperienza però siamo preoccupate per l’economia di questo nostro nuovo viaggio. Siamo quattro studentesse quindi ci muoviamo proprio con la filosofia del pellegrino e ci preoccupa quanto potremo spendere per il pernottamento. Sai darci qualche consiglio data la tua esperienza?
    Un Bacio! Grazie!

  15. Ciao Cinzio, in che stagione intendi andare?
    Nessun problema per il cammino in solitaria: se intendi andare a febbraio forse potrebbe esserci un po’ di neve intorno agli 800/1000m, ma dovresti guardare le previsioni. Secondo me non ci sono grossi problemi.
    Ciao e buon cammino!
    Eleonora

  16. Cinzio il said:

    Ciao, per chi conosce bene questo sentiero, ho una settimana di ferie e vorrei affrontarlo da solo , magari da Monzuno , E’ una stagione che permette ?

  17. Ciao Giovanna, purtroppo non ne ho idea, ma facendo una semplice ricerca su Google salta fuori qualcosa: in sincerità, però, non ho idea se siano buoni o no!
    A presto,
    Ele

  18. Ciao Federico!
    La legge italiana sul free camping è ambigua, perché lo intende come una sistemaziome stabile di almeno un giorno intero e una notte intera nello stesso posto. Diciamo che non è automatico, ma se pianti al tramonto e smonti all’alba nessuno ti dovrebbe dire nulla, tanto più che sei in mezzo ai boschi e non in città 🙂 Nessuna pattuglia, non ti preoccupare! Vale però sempre la regola del fuoco (noi l’abbiamo fatto solamente all’Osteria bruciata che è lontana da tutto e tutti in un posto sicuro dove ne erano già stati fatri altri) e della spazzatura.
    Bravo bravo bravo, sono fiera di te 🙂
    Buon cammino e chiedimi ancora per qualsiasi cosa!
    Ele

  19. Federico il said:

    Ciao Eleonora!
    Grazie per i tanti consigli utili. Sto pensando e iniziando a organizzarmi per fare il sentiero degli Dei verso metà Maggio. Ho fatto campeggio qualche volta ma mai free camping. Il free camping sulla via degli dei è consentito o dovrei fare come hai fatto in grecia e aspettare che passi la pattuglia?

    Grazie
    Federico

  20. Giovanna il said:

    Mi piacerebbe fare questo percorso con un gruppo organizzato. Avete dei suggerimenti? Grazie

  21. Con piacere 🙂
    Se avete la tenda allora aggiustate il tiro e fermatevi a dormire all’Osteria Bruciata, dove non c’è nulla oltre a un posto magnifico. Accorciate la terza tappa e allungate quella dopo che era invece troppo breve.
    Buonanotte 🙂

  22. Roberto il said:

    Grazie Eleonora,
    adesso mi metto a studiare il percorso e l’altimetria. Poi, qualora la “truppa” volesse dormire non attendata, vedrò qua e la per dormire la notte.
    Non ti nego che, vista la piacevole corrispondenza, approfitterò della tua gentilezza.
    Buon cammino.
    Roberto

  23. Ciao Roberto, che piacere leggerti!
    Allora, ci ho pensato un po’ e forse suddividerei così il vostro giro:
    Bologna – Badolo (21km ma con gran dislivello, meglio non stancarsi troppo: se non siete stanchi tirate fino a Badolo che è dopo Sasso Marconi)
    Badolo – Monzuno o poco oltre (tratta più stancante e con più asfalto ma purtroppo prima di Monzuno per dormire c’è poco)
    Monzuno – Monte di Fo’ (bei paesaggi e tratta più piacevole, meno asfalto e molto bosco, è molto lunga ma è la parte più bella)
    Monte di Fo’ – San Piero a Sieve (si inizia a scendere)
    San Piero a Sieve – Bivigliano (bei paesini e tratta breve e piacevole)
    Bivigliano – Fiesole/Firenze (c’è un po’ di asfalto ma… che dire? Soddisfazione immensa)

    Il sito ufficiale consiglia di fare Badolo – Madonna dei Fornelli tutta di filata e quindi poi Madonna dei Fornelli – Monte di Fo’; personalmente, per me è stato un massacro arrivare fin poco dopo Monzuno, e non vi consiglierei di distruggervi le gambe già il secondo giorno, ma di andare in maniera un po’ più graduale. Conservatevi il secondo giorno e camminate tanto il terzo nella tratta più selvaggia e con meno asfalto.
    Spero di averti aiutato!
    Un abbraccio e grazie,
    Eleonora

  24. Roberto il said:

    Ciao Eleonora,
    io sono un discreto frequentatore della Via Francigena e dopo aver vissuto quelle esperienze desideravo percorrere la Via degli Dei da Bologna a Firenze.
    Quello che ti chiedo è legato al fatto che pensavo di farlo con alcuni amici dei quali due già buoni camminatori ed altri alla loro prima esperienza. Io non mi considero un esperto dei cammini ma solo un lento viandante solitario ma, fungendo un po’ da capogiro, mi sono preso in carico di sviluppare per conto di tutti il percorso predetto. Il periodo che avevo presento sarebbe indicativamente quello della prima decade del prossimo mese di maggio (2017) con uno sviluppo in 6 giorni e pertanto 5 notti.
    Ho letto dei consigli sulle guide da acquistare e delle tracce GPS da scaricare e mi sembra un’ottima cosa.
    La cosa che temo è il dislivello giornaliero che portano alcune tappe e (purtroppo) l’asfalto, ma anche sulla Francigena si cammina molto spesso sullo stesso essendo asfaltate in in diversi punti le vecchie vie di scorrimento.
    Eventualmente, per non far soffrire troppo gli amici, ti chiederei se si possa e dove suddividere il precorso (magari ampliando le giornate) per rendere tutto più “malleabile” assaporando il territorio e la natura che lo circonda.
    Grazie per il lavoro che hai fatto, sicuramente con amore e professionalità.
    A presto.
    Roberto

  25. Claudio Martin il said:

    Ho letto tutto commenti compresi. Grazie Eleonora per il tempo che hai impiegato per far dono delle tue esperienze e conoscenze. Se mai farò questo cammino seguirò i tuoi consigli e certamente consiglierò altri di leggere il tuo scritto.

  26. Cara signora Pamela,
    Un articolo che promuove il free-camping e le escursioni in mezzo alla natura non mi sembra il luogo adatto per la promozione del suo agriturismo (di cui ho voluto cancellare il nome) né di quello dei suoi colleghi. Non ho speso parole sulla bellezza del Monte Adone, effettivamente esistente, ma sul rumore e la vista autostrada che si ha dalla cima: non una colpa di chi abita il luogo, certo, ma è un ambiente più antropizzato (e asfaltato!) che non, ad esempio, il passo dell’osteria bruciata (o le Alpi, cui sono più avezza). Se devo scegliere quali tappe consigliare di più in maniera completamente disinteressata facendo una media della bellezza di panorami, sentieri montani e natura, certamente non consiglierei la seconda principalmente a causa dell’asfalto: mi spiace per la sua attività, ma ha trovato il target sbagliato. Provi su altri siti.
    Cordialmente,
    Eleonora

  27. Cinzia il said:

    Complimenti a Ele. Racconto coinvolgente e divertente. Utilissimo. Sei simpaticissima. Grazie.

  28. massimo il said:

    devo far i complimenti per la descrizione puntuale e precisa anche per quanto riguarda il viveraggio e i consigli su zaini materassini e sacchi a pelo, dispiace sapere che una regione ricca di risorse come l’emilia non abbia speso un euro per la segnaletica

  29. la sua esperienza mi sembra contrassegnata da criticità che non condivido
    la natura e la bellezza del contrafforte pliocenico ( Monte Adone) non trova spazio anzi lei consiglia di partire da Monzuno, presumo perchè abbia preso pioggia e per tanto non sia stata in grado di apprezzare il territorio da Bologna a Monzuno
    esistono tappe gradevoli fermandosi nei punti sosta proposte da altre mappe come il mio agriturismo o quello di mei colleghi.
    i rappresentanti del territorio stanno cercando di migliorare la segnaletica come di proporre anche il viaggio inverso ( firenze /Bologna)
    abbiamo tanto da fare ma il bellissimo posto dove abitiamo ci aiuta

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