Orientarsi a New York: guida (s)turistica low-cost

new-york-2b

testo e fotografie di Sara Daas (MamaAfrica)

Tutti sanno di cosa stiamo parlando. Di quanto sia bella, grande, spaziale, melting pot, wow, vita, opportunità, telefilm, McDonald e American dream, New York. Quindi lascio l’introduzione a Wikipedia e le guide Routard, e butto qui un paio di tips di primo soccorso per ambientarsi nella City.

New York (per poracci)

  1. A piedi fin quanto puoi: le metro funzionano un giorno sì e due no e hanno prezzi esorbitanti ($2,75 la corsa!), gli autobus sono rallentati per ore nel jam urbano e i taxi, beh, sono taxi e, verdi o gialli che siano, hanno tariffe offlimits per i nostri budget. Se proprio avete tempo e soldi da but…spendere, una scelta conveniente e figa può essere uno skateboard (evergreen anni ’90 e mai passato di moda, a NY). O uno hoverboard.
  2. Studiosi e previdenti: valido per ogni viaggio, ma per i trasporti a NY in particolare. Date un’occhiata in anticipo a come funzionano le linee metro. La direzione da prendere è intuitiva (Uptown per andare a nord, Downtown per andare a sud), ma ogni linea ha almeno tre treni (per es., linea rossa: treno 1,2,3) con fermate e capolinea diversi. Non è difficile finire nel Bronx quando “ma io volevo andare a Times Square”.
  3. Bindge walking, people watching: sì, c’è il ponte di Brooklyn, la statua della libertà, l’Empire State Building e Central Park, ma anche perdersi nel quartiere slavo di Red Hook e attaccare bottone col vecchio immigrato polacco. Per cui se avete pochi giorni per visitare la City fatevi due calcoli e bilanciate il tempo dedicato ai posti turistici e le passeggiate a caso, perché il pezzo forte di NY è la gente che la abita. New York per poracci
  4. Interagite e non spaventatevi se la gente è amichevole (e se una signora ispanica vi ferma al supermercato per chiedervi consigli sulla torta da regalare a sua figlia). Non sono pazzi, sono solo tanti, e soli. E non li incontrerete mai più nella vita, quindi vergogna zero e regalatevi senza diffidenza. Nessuno meglio dei locali può guidarvi verso quell’angolo strano di Mulberry Street o il giardinetto segreto ad Harlem.
  5. MeetUp! Se cercate cose da fare a NY e siete a corto di idee, iscrivetevi su MeetUp e giocate a fare i Niuiorcher. Qualunque siano i vostri feticisimi e interessi, su MeetUp troverete qualcuno con cui praticarli – e magari ne scoprirete anche di nuovi (sapevate cos’è un twerkout, ad esempio?): dal corso di programmazione per principianti, alle conversazioni in sanscrito, il training olistico e i meeting di ebrei arabi gay appassionati di Scarabeo (no, non sto scherzando). Se invece cercate ispirazioni più canoniche c’è Timeout, una guida all’uso per NY, le sue mostre, e i suoi eventi. Interfaccia facilmente esplorabile e chiara (c’è anche la sezione nightlife e LGBT). DSCF0796
  6. Musei. Sì, meritano, molti, e sì, costano, tutti. E sono tanti. Mio personale suggerimento – di tipa barbosa e art-addicted – se avete poco tempo a disposizione selezionatene uno o due, e incastratelo con attenzione nella tabella di marcia; anche pagando i 20 o 25 bucks dell’admission. Esiste almeno un giorno a settimana in cui i big (MET, Guggenheim, Memorial 9/11, Frick Gallery, MoMA…) sono gratuiti. “Wow, figo, fottoilsistema e vado aggratis!” sì, però non siete i soli a saperlo e preparatevi all’eventualità di passare più tempo in fila che dentro al museo. Perla nascosta: venerdì sera la Morgan Library è aperta e gratuita. Era la biblioteca del famoso affartista J.P. Morgan: poche sale, un palazzo fiorentino esportato negli States, poca gente. Costoso ma originale il Museo del Sesso: la sezione storica è interessante, quella interattiva divertente e poi, beh, potrete dire di essere stati lì e fa figo.
  7. La NOT-TO-DO List. Ci sono spese che non meritano di essere fatte. Come salire sull’Empire State Building, sul 1WTD o sul Top-of-the-Rock: prezzi esorbitanti, calca di gente e non si vede nulla. NO anche al traghetto della statua della Libertà: esiste un ferry per Staten Island che è gratuito e permette una visione di Liberty Island e della punta sud di Manhattan anche migliore. In alternativa, anche da Brooklyn lo skyline in notturna non è niente male.
  8. Little Italy NON ESISTE. Meglio, non crediate che la little Italy soffocata da Chinatown a sud di Manhattan abbia ancora qualcosa di lontanamente italiano: ad oggi è ridotta ad un vialone pieno di negozi di souvenir cinesi, finte pasticcerie di “canolli” (?), panettoni fuori stagione e ristoranti napoletani con pizza Margherita a 12$. La vera little Italy, come vi diranno in giro, è nel Bronx. Anche qui, non avviatevici con grandi aspettative. E’ più che altro un quartiere residenziale con un’alta concentrazione di Italiani: perciò, sì, c’è il fornaio che parla barese e fa le friselle, il napoletano che vende mozzarelle di bufala, ma niente di più (e gli ispanici stanno guadagnando posizioni anche qui).
  9. Risparmiare, SI PUO’. Se vi hanno detto che la vita a NY costa cara, vi hanno raccontato cazzate. La vita a NY costa UN RENE, sangue e dolore. Trasporti, acqua, cibo. Tanto più se siete a Manhattan. Ma gli eventi-scrocco sono ovunque, e su Internet e Facebook ci sono tanti gruppi di barboni come noi pronti a segnalare promozioni di cibo gratis o pranzi offerti dalle Chiese (cfr punto 4: NESSUNO si ricorderà di voi, elemosinate senza pudore). E se non potete rinunciare a fare i pagantelli, nel prossimo articolo vi spiego come risparmiare senza rinunciare alle apparenze (va bene, è capitato anche a me).
    Ad esempio, avete mai sentito parlare dei potluck? Il formato è “porta la tua ciotola e noi ti nutriamo”: presentatevi con un sorriso, l’aria di conoscere tutti, il vostro tupperware e almeno un pasto lo si è rimediato.
  10. Carta di debito/credito. Non dimenticate di attivare la vostra carta per l’estero e occhio al circuito: MasterCard, VISA, VISA Electron sono i più diffusi. Poche chance per Maestro, Bancomat, non tutti accettano American Express: se avete una carta di questo circuito potete comunque prelevare agli sportelli nelle banche. Una prepagata ricaricabile tipo PostePay dovrebbe andare benissimo.
  11. WI-FI is in the air. Evitate di spendere soldi con piani tariffari improponibili e abbandonate l’idea malsana di comprare una scheda locale, se dovete passare a NY anche più di qualche settimana. Simpaticissime stazioni wireless sono disponibili a costo zero ovunque, in città. E nelle metro. Io sono sopravvissuta di lusso per 3 mesi e mezzo col wi-fi, e per un mese e mezzo anche senza (perché ho perso il cellulare).
  12. Biglietto da visita. Letteralmente. Se avete dai 24 anni in su, non è raro a NY presentarsi e scambiarsi reciprocamente la propria, sopratutto se avete aspirazioni lavorative o voglia di farvi conoscere in giro.
  13. Sicuri, ma non troppo. Anche se le pattuglie di Polizia turbano la quiete 24/24h ed è frequente vedere tipi obesi in divisa girare per strada (curiosità: sapevate che il poliziotto è il mestiere con più alto tasso di obesità negli States?), non siate mai troppo sicuri. Harlem, il Bronx, Hell’s Kitchen e alcune zone del Queen sono posti in cui la vostra faccina bianca e sprovveduta potrebbe incoraggiare i locali a fare gli audaci. Evitate le streets di queste aree di notte.WP_20160325_004
  14. Sicuri, troppo. I newyorkesi sono piuttosto elastici; pronti a dare una mano, se necessario; il ritmo della gente è davvero lento, in proporzione alla grandezza della città. Ma i sorrisi friendly non vi ingannino, perché ci tengono alle regole, alle file e alla sicurezza. Portate sempre dietro il passporto o una sua copia, anche al bar (drinking age: > 21 anni), meglio della carta d’identità italiana che potrebbe rallentare le pratiche perché le ID cartacee come le nostre gli fanno strano. Sottoponetevi ai controlli con remissione e non fate in modo di destare sospetti senza ragione (facendo gli impavidi alla “daizia, scavalchiamo i tornelli della metro!”) perché se vi prendono sono cazzi amari e non è difficile essere estradetti dagli US.
  15. “Non so parlare inglese”. Oltre a essere tempo di darti una mossa, stai tranquillo, perché 2/3 delle persone che incontrerai mastica almeno un’altra lingua – e 1/4 di loro ha il nonno di Reggio Emilia o la mamma di Avellino.
  16. Arrivarci, cheap. Banale anche questo, ma siccome il prezzo dei voli è più alto del normale è bene farci un po’ di attenzione in più. Le compagnie aeree più costose sono quelle Americane (Delta, American Airlines), seguite da alcune compagnie nazionali europee (Alitalia, AirFrance, Iberia… buoni i voli della Norwegian Airlines, ma occhio alla fregatura del bagaglio non incluso) e alcune mediorientali (Emirates Airline offre un ottimo servizio e tariffe bassissime, a volte). Programmate il volo in anticipo e occhio al periodo dei saldi (potreste riuscire anche a beccare un a/r a 300 euro!).
  17. Uscirci, cheap. “Voglio uscire da NY”. Treni express cari, regionali medio-alti. Car sharing non troppo diffuso e parecchio costoso, in generale. Se potete e siete in tanti, noleggiate una macchina e smezzate le spese. Altrimenti, andate di Megabus e regionali.

E so che 17 punti non sono una cifra tonda, ma andrei avanti a oltranza perché questa città mi ha rapito il cuore (citofonato, ma vero). Se volete, New York è una meta più facile di altre per programmarci un viaggio: richiede un po’ di buonsenso e non troppa pianificazione. Scansate i posti turistici, settatevi sul mood giusto e siate propensi ad empatizzare. Tutto qui.
The best is always yet to come.

Se ti è piaciuto e hai trovato utile questo articolo segui la pagina FB, lascia un mi piace, un commento o condividilo: è costato fatica e così ci ‘ringrazierai’ aiutandoci a crescere (:

Grazie!

 

 

Forse ti può interessare anche...

2 thoughts on “Orientarsi a New York: guida (s)turistica low-cost

Lascia un commento

*

Optionally add an image (JPEG only)